Bal D'Afrique

2009 - Jerome Epinette. Uno dei miei primi approdi nella profumeria di nicchia, spruzzato e piaciuto, senza sapere nemmeno le note, finito e ricomprato.
Sta nuovamente per finire, lascio passare qualche tempo ma sicuramente lo riprendo. I fiori vari della profumeria commerciale non mi dicevano nulla, bene che mi andasse li trovavo gradevoli ma nulla di più, sono approdata su questo per caso, dato che non ero di molto aiuto alla profumiera, che cercava di capire che note cercassi, ma non sapendolo io per prima, ne conseguiva un dialogo molto difficoltoso.
Qui i fiori non sono invasivi e non sono “i soliti”, un mix fiorito differente: neroli, african marigold, viola, gelsomino, ciclamino, un floreale insolito, gentile, delicato + Vetiver che schiarisce i fiori, assieme al bergamotto e li rende leggeri, un po’ più erbacei e freschi.
Ho quindi scoperto di amare i vetiver fioriti, i vetiver con qualche nota dolce, e non sopportare i vetiver radiciosi e amari e con sentori di dopobarba.
Le note erbacee sono, credo rafforzate dal bucchu o buchu a quanto ho letto ma non è una nota che conosco.
È sicuramente un profumo estivo, anche se io l’ho portato spesso e volentieri anche d’inverno, quindi un bouquet non classico, la base di muschio, legno di cedro e black amber (non so cosa sia l’ambra nera) è poco rilevante anzi note legnose per nulla e solo un leggerissimo vapore ambrato scalda appena la fragranza.
Non ha grosso sillage e persistenza medio bassa, sulle 2h. Unisex, anche se suggerisce immagini femminili per via dei fiori.
Il nome può trarre in inganno perché ci si aspetta una ambientazione africana ed invece non proprio, si ricollega alla cultura africana che permeava la Parigi degli anni ‘20: a volte le ispirazioni dei profumi sono interessanti ma altre un po’ strampalate…
Classificarlo come profumo al vetiver è, secondo me, un po’ uno stretch, perché il vetiver non è protagonista ma funziona come schiaritura e piedistallo per i fiori, aromatizza e modula la parte fiorita.
Non riesco ad analizzare più in dettaglio le note, per farlo, oltre al bucchu, dovrei aver più chiaro l’odore del marigold africano, quanto varia rispetto ad un normale fiore d’arancio, per me è dunque un bouquet unico, inseparabile nei singoli fiori.
Lo riprenderò appena ne sentirò la mancanza, boccetta grande perché non è un profumo di cui lesinare gli spruzzi.

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