Gardelia

Profumo creato per i 50 anni della profumeria Sacro Cuore.
Ho avuto un po’ di timore reverenziale a provare questo profumo, l’ho tenuto mesi nel cassetto al buio, e mi sono sentita pronta dopo un bel po’. Sapevo essere un profumo complesso e non volevo testarlo prima di avere una qualche sicurezza di capirlo, almeno in parte. Per chi non lo sapesse le bottiglie sono numerate, è in vendita solo al Sacro Cuore e luckyscent per l’estero, contiene 50 ingredienti ed il 6% di tre tipi di assoluta di Gardenia. Descriverlo è una sfida enorme, più che altro cercherò di dare qualche dettaglio, anche se la prima esclamazione bella ignorante è sempre Wow, tanta roba !
Intanto me lo aspettavo molto più fiorito come primo impatto, ma ora so anche che l’uso delle assolute modifica un po’ le percezioni, la gardenia presenta anche un tratto fungino che si evidenzia a tratti ma fortunatamente la mia pelle non lo trattiene, ovviamente il fiorito c’è ma definirlo semplicemente un profumo, anzi un Profumo fiorito lo trovo riduttivo. Non credo abbia molto senso analizzare se sento più, su di me, la gardenia o la tuberosa, Fragrantica mette la tuberosa per prima ma non sarei veramente d’accordo, forse però è più sensato fare un discorso generale perché un mero elenco delle note che sento sarebbe inutile e non aggiungerebbe informazioni su di cosa sa la fragranza. Caldo, decisamente invernale, parte alcolico come un buon cognac o brandy, non dico whisky perché non è intensamente torbato (dato che li amo così, whisky per me uguale torba fitta), legno ben presente, oltre ai fiori, ci sono anche delle spezie che non sono particolari o esotiche, più che altro pepe, ed un giusto equilibrio fra amaro e dolce. Totalmente unisex e non un profumo unicamente femminile, la parte più animalica aggiunge complessità e seduzione senza sentirsi chiaramente, nulla di indolico. Come mi fa sentire? Come se fossi la proprietaria di Downtown Abbey, senza nessun problema economico nel mantenerla, come se fossi verso fine 800, quando nemmeno si profilava un declino della nobiltà, infatti dal lato femminile richiede quasi l’indosso di un abito frusciante, di sicuro non è un profumo da tutti i giorni, indipendentemente dal costo.
È onnicomprensivo: è fiorito, è legnoso e alcolico ed anche lievemente terroso. La mia mente non si sposta dall’ambientazione nobiliare inglese di fine secolo, troppi period drama e Jane Austen, temo, il giardino rigogliosissimo e opulento c’è subito fuori dalla finestra spalancata, ne percepisco l’effluvio senza esserne stordita: non è narcotico infatti, è un giardino con anche note verdi, ed in cui di certo ci lavorano a tempo pieno almeno 3 giardinieri. Posso anche aggiungere il fatto che è un profumo talmente sicuro di sè, da non avere nemmeno la necessità di evolvere più di tanto, le svariate note creano da sole sfaccettature tali che, a seconda del focus individuale, si viene trasportati altrove, in un punto diverso del castello, dalla cucina, alle logge ventose che lo sormontano o nella boiserie, in ogni respiro si percepisce qualcosa di diverso, a metà dd sento una nuance balsamico-canforata che mi sembra abbia la funzione di non permettere ai fiori di aumentare la loro persistenza. Che sia magnifico già si sa, è proprio difficile descriverne i vari aspetti ed al contempo non fare un trattato. Persistenza infinita.

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