Indian Dream

2014 Comprato nel periodo pre-sample. Se prima di scrivere queste due righe (il flacone sta finendo) mi fosse stato chiesto di raccontarlo, sarei rimasta imparpagliata: lo indossavo di quando in quando e mi dicevo, debbo fermarmi a studiarlo, perché sebbene indossato, lo sentivo per così poco tempo che non riuscivo ad afferrarlo. O forse, dico ora, non c’è proprio nulla da afferrare. Indubbiamente indossare i profumi ed analizzarli sono due approcci diversi, almeno per me, e prima dei sample, era un mi piace o meno, necessariamente immediato.
Torniamo al profumo: è un fiorito bianco, perché la rosa non si sente, non l’avrei nemmeno mai detto, che ci fosse. Più che bianco, è un fiorito gentile, e l’eliotropio, forse, è la nota che spicca maggiormente assieme ai fiori d’arancio e poco poco gelsomino; sulle prime non sentivo il geranio, ma viene fuori dopo il dd; tutte le altre note sono poco distinguibili. Non è molto dolce e, francamente, secondo me, di indiano non ha nulla a parte il colore oro e fucsia del flacone, che ricorda un sari indiano. Nulla di indiano e nemmeno di esotico.
Scia nessuna, persistenza sudi me molto scarsa, essendo oleoso come anche i Montale non è nemmeno spruzzabile sui vestiti. È comunque molto gradevole appena messo. Fondamentalmente adatto per un regalo quando non si sa proprio cosa prendere o si conosce poco la persona, non è particolare nè complesso, piuttosto piacione, va bene per i nasi sensibili, ho avuto anche complimenti, loro lo sentono su di me, io no. Onestamente non lo riprenderei per me, ma come dicevo per un regalo, non ad un appassionato, va benone. Profumo da giorno (io ho una netta separazione, non solo nei profumi, ma in tutto, fra giorno e sera).

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