Nabucco

Amatys

1997 Discontinuato a quanto pare. È in olio. Non se sia davvero la vaniglia più straordinaria fra i profumi in commercio, forse impossibile dirlo, ma fra quelli che ho provato sì. Il prezzo è considerevole, ma a mio avviso li vale e penso lo ricomprerò una volta finito. Non è particolarmente dolce ed è davvero difficile da descrivere, perché non assomiglia a nessun’altra. Bisogna attendere 5-10 minuti perché si scaldi, prima si sente poco o nulla. E dire che leggendo la piramide su Fragrantica uno vede miele e praline e dice: vabbè il solito gourmand, assolutamente no. È unisex, sottoscrivo e giuro. Non ha una scia importante ma si sente, uno di quei profumi in cui uno si chiede: ma da dove viene questa cosa meravigliosa, oh! Ma Sono io! Il miele non si sente come aromaticità piena, coprirebbe la vaniglia, è più una doratura dolce, ma non troppo, assieme alla mandorla, che non spinge su nuances da mandorla amara. Non sento distintamente coriandolo o patch, ma sicuramente una parte legnosa che equilibra il tutto. Un poco di eliotropio con Viola e gelsomino, non scindibili fra loro, non si avvertono singolarmente, quindi una vaniglia leggermente mandorlata, leggermente floreale, leggermente legnosa. Una parte ambrata, che è fonte di calore e muschio morbido. Non è speziata, nè talcata. Diventa una sorta di glow, di riverbero dorato, di calore rilucente, che emette la pelle stessa, un sentore impalpabile come un negligè di seta. Per me la vaniglia più raffinata che mi sia capitato di sentire, al di sopra di tutte le distinzioni.

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