Patchouli Villoresi

È del 1996, ma pare ancora più old, emblema del patchouli classico o vintage.
Personalmente lo vedo molto maschile e non solo, faccio davvero fatica a vederlo su una persona giovane, ma temo che questo sia dovuto al mio non amore per il vintage in genere, con pochissime eccezioni, provo repulsione persino per i mobili antichi per spiegare che anche se tendo ad esser diplomatica antico e vecchio li percepisco alla stessa maniera. Più annuso questa fragranza su di me, più me la figuro come indosso di un signore distinto sui 75 anni. Secco, vetiver e lavanda che non primeggia ma si sente in background, il vetiver amplifica quell’odore fougère, leggermente mentolato. Il patch è nelle note di testa, di corpo e di fondo. Non sento muschio ma poco legno, cedro, e benzoino a sottolineare la classicità del tutto; non lo definirei nemmeno un patch legnoso, nè terroso, balsamico e vetiveroso sì ed è quello che contribuisce all’immagine di anzianità elegante che lo accompagna. Su polso maschile comunque lo sento differente, spicca il vetiver ma non è così old style, secco e boschivo, forse lavorano meglio muschio e benzoino, nessun legno, caldo e meno anziano, giuro che ad annusarlo alla cieca avrei in questo caso faticato a dire che è patchouli, morbido, mentolato caldo, qualche accenno di bosco, niente lavanda, gli ho quasi slogato il polso per capire meglio dato che la differenza questa volta mi ha sorpreso molto, ma non è anziano, sempre elegante, non arriva ad esser sexy, ma piacevole.

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