Piper Nigrum

Anno: 1999. Non è solo una fragranza al pepe, ma un equilibrio più complesso, oltre alle classiche note citriche, si sente in primis la menta, fresca e inizialmente dominante, senza risultare amara, assieme ad altre note verdi (leggendo dalle note di va dal finocchio, crescione, rosmarino, origano ecc… ) si evince una sorta di bouquet verde aromatico. C’è un impianto speziato, oltre al pepe, in cui il chiodo di garofano è la punta più percepibile. Legno di cedro e resine varie, verso il dd qualche effluvio balsamico si comincia a sentire, sento più resine che ambra, è più resinoso che legnoso. Davvero ben fatto, un classico, con un bilanciamento di molte note, Villoresi è un bravissimo direttore di orchestre multiple. Estivo più che invernale ed unisex, gelsomino e petitgrain assieme ai fiori d’arancio fornisce più morbidezza e aromaticità non austera. Non è intensamente pepato, esso aumenta a metà dd ma non diventa mai arso e pungente, è principalmente fresco, con un verde non invasivo, diffuso, non troppo cupo, nè amaro, poi vengono le note fiorite/agrumate, quelle speziate e quelle resinose, queste ultime non sono dichiarate nelle note ufficiali ma forniscono al tutto una notevole eleganza

Salvo diversa indicazione, il contenuto di questa pagina è sotto licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 License