Sakura

Ellen Covey. Non è dolce come temevo e le note ozonate (aldeidi direi), si sentono molto nette, sono leggermente pungenti quindi direi che confermo aldeidi. Non è una fragranza soave, soft e di nipponica delicatezza, non ha nulla a che fare con il Blossom di Amouage, è quasi verde, metallico su di me, ed al buio delle note non avrei mai detto fiori di ciliegio, è persino amarognola, avrei detto galbano e fiori di campo. Indubbiamente mi ha spiazzato perché mi aspettavo altro. Buona intensità, è il muschio bianco oltre alla parte aldeidata a renderla leggermente pungente, Fragrantica lo descrive anche fruttato ma su di me nemmeno con la più sfrenata fantasia. Ribadisco: freddo quasi metallico, sembra di esser su una scogliera, sento persino un tono acquoso ma non marino, non è acqua salata, giurerei di aver sentito un tono quasi mentolato, molto ariosa, più che floreale. È anche terroso, terriccio umido, foglie e forse linfa. Non è delicato nè etereo, nessuna dolcezza. È un profumo ben fatto ma c’è da resettare totalmente le aspettative rispetto al nome, cosa che non si riesce mai a fare completamente.

Salvo diversa indicazione, il contenuto di questa pagina è sotto licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 License