Spacewood

Spacewood - The Zoo
Interessante! Ho esclamato al primo spruzzo pur non riconoscendo assolutamente nulla delle note. Si può dire evocativo di un ambientazione inesistente? Immagino di sì, dato che comunque evoca un contesto immaginario, che in questo caso si connette ai miei amati romanzi di fantascienza. Quindi questa volta inverto il processo, prima racconto quel che sento, poi guardiamo le note. Ozonato, fresco, sentori quasi di cloro, acquoso-minerale, il trattino significa che non saprei dire se più uno o l’altro, non sento legno, non sento agrumi, non salino, ma si scalda sulla pelle, non ambrato. Il sentore simil cloro resta principale, ha delle sfumature verdi che non colgo bene accanto ai sentori chiamiamoli di sintesi perché sintetico ha purtroppo una connotazione negativa nel linguaggio odierno e molecolare è un termine insensato. Leggendo le note capisco che il simil cloro è in realtà un sentore floreale di mimosa egiziana, Basenotes e Fragrantica aggiungono vino bianco, a cui leggendolo mi è venuto da rispondere ad alta voce, “ennó, dai, proprio no” ed anice stellato, che nemmeno mi par proprio di sentire. Sostanzialmente sa di spazio, di ozono, di una astronave asettica, o una stazione spaziale, ci saranno anche fiori ma non riconoscibili, fresco, una sensazione di pulito estremo arioso, sentori verdi + metallo + vetro e pulito. Davvero interessante.

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