Stark

Peau de Soie

2016 Dominique Ropion. Uno di quei profumi in cui è difficilissimo raccontare di cosa sa: schiarito con sentori illuminanti, forse leggermente agrumati ma non son sicura, toni muschiati ma puliti, non clean, intendo più senza sentori sporchi. Io le animal notes che mette Fr. non le sento. Legno nemmeno, poudrè neanche strano che molti lo trovino talcato, su di me per nulla. Non ha comunque spiccati sentori sintetici. È uno di quei muschiati confort-pigiamosi, un muschiato luminoso e tondo, ma non dolce, unisex. Skin scent. Personalmente non ci trovo nulla di particolarmente sexy. Non fa 1h su di me ed il mio naso, appena cala di intensità, smette di sentirlo.

Peau d’Ailleurs

2016 Annick Menardo. Anche questo è un muschiato difficile da descrivere, ma sicuramente classificabile fra i profumi di pulito. È anche il più performante dei 3 Stark, quanto a sillage. Leggermente metallico e minerale, leggermente saponoso, nulla di legnoso su di me ed assolutamente non terroso, non c’è nulla di terroso in un profumo di pulito, a meno di non intendere il terroso con ghiaia, in quel caso sì, roccioso-minerale, potrebbe odorare di ghiaia. Sarebbe una splendida candela per casa. Un fresco, energizzante, totalmente unisex, non ha proprio nessuna connotazione di genere. Lo trovo piacevole, anzi, molto piacevole e riposante, non evoca nulla, non vuole creare immagini, quadri o scenari naturali, è futuristico in questo senso. Sinceramente lo troverei un dopodoccia riposante e lo userei volentieri. Decisamente da classificare fra i profumi di pulito.

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